Avv. Francesco Pizzuto

L’istituzione di tutta una serie di misure costituenti la protezione sociale, oggi previdenza, messa in atto dallo stato di diritto e stato totale a cavallo tra il XIX ed il XX secolo, trova il suo reale fondamento nella necessità di avere soldati ed elettori in buona salute. Siamo all’epoca delle guerre che mobilitano grandi eserciti, lo stesso periodo in cui il suffragio si allarga a tante fasce di popolazione prima escluse dal voto. L’aumento delle tutele a cui stiamo assistendo a causa della crisi economico-sanitaria può avere un nesso con le ragioni che spinsero lo stato sociale a costituire per la prima volta tutte quelle garanzie? Oggi tutto questo accade, come sembra, senza altri scopi. Ma è davvero così? Si tratta di una domanda fin troppo provocatoria, eppure i vecchi obiettivi, molto più di ieri, potrebbero facilmente celarsi sotto l’aura accecante del diritto alla salute e del diritto al lavoro. In un mondo dove la sovranità statale verso l’esterno risulta ormai fortemente limitata dagli attori internazionali, con particolare riferimento al monopolio dell’uso della forza, ovvero al diritto di fare guerre a propria discrezione, potremmo dire senza indugi che l’unico eventuale motivo sul quale argomentare resta quello della buona salute degli elettori, tutti rappresentati e dunque “politicizzanti” i loro problemi. Il rafforzamento della previdenza e dell’assistenza sociale sono l’espressione più naturale di una fase transitoria, di una serie di eventi contingenti e fortemente interconnessi verificatasi all’interno dello stato contemporaneo dominato non solo da entità superiori, ma pure da collettività intermedie e particolari in grado di canalizzare le problematiche e le necessità sociali anche a livello centrale. Non solo. Quel soggetto, quel gruppo che percepisce e beneficia della tutela rafforzata o di una tutta nuova a suo favore, potrebbe giudicarla naturale tanto quanto la preferenza che manifesterà sul piano politico. Le decisioni di oggi possono lasciarci in eredità alcuni strumenti previdenziali che crediamo circoscritti a questo periodo critico, ma anche alcuni interpreti politici che diversamente rischierebbero l’estinzione.

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