Home » Le Frontiere dell'Avvocatura » Diritto e Processo Civile » ‘Ripensare’ il contratto: L’immagine e la nuova sfida nel diritto: un primo passo

Avv. Roberto Pusceddu

 

Sommario: 0. Premessa. 1. Le funzioni dell’immagine nel contratto. 2. Il limite del ‘logocentrismo’.

  1. La prospettiva ‘innovativa’ nel diritto.
  1. Premessa.

La materia contrattuale è spesso fonte di contenzioso, generato dall’equivocità, ambiguità e, talvolta, contraddittorietà delle clausole negli stessi contratti contenute.

L’idea alla base di questo nuovo approccio consiste nel ‘ripensare’ lo strumento contrattuale. Esso non deve essere concepito come fonte di dispute e contenziosi in cui le parti, nel perseguire egoisticamente i propri interessi, interpretano le clausole in modo da dirottare il significato delle stesse a vantaggio della propria sfera giuridico-patrimoniale, talvolta a danno della controparte, bensì come strumento adottato dalle parti con trasparenza e chiarezza in modo tale che la posizione paritaria e l’equilibrio tra di esse vengano salvaguardati sin dal momento della fase genetica del rapporto, quando, cioè, viene concluso il contratto e si forma il c.d. ‘accordo’.

In questo senso, le immagini che si affianchino alle singole clausole scritte fungano quali strumenti chiarificatori e semplificativi della disposizione contrattuale, spesso accessibile soltanto agli addetti ai lavori, in quanto formulata con linguaggio tecnico e ricercato nell’ambito giuridico.

Il contratto deve essere pensato, infatti, come uno strumento che sia accessibile a qualunque soggetto che all’interno della società necessiti di regolamentare i propri interessi giuridico-patrimoniali relazionandosi con chiunque altro. Ciò è importante che avvenga con uno strumento dotato di chiarezza, semplicità e immediatezza.

Ecco perché, accanto ad un approccio squisitamente giuridico, debba affiancarsi un approccio multidisciplinare che consideri anche la concreta possibilità di utilizzare il disegno, l’immagine o l’icona che, affiancandosi al testo del contratto, lo renda vero e proprio strumento di comunicazione genuina e trasparente.

Generalmente, i contratti, quali strumenti di autoregolamentazione di interessi, si concepiscono come documenti giuridici, testi o insieme di enunciati giuridici formulati linguisticamente.

‘Ripensare il contratto’, dunque, è una prospettiva da intraprendere sin dal momento in cui il contratto nasce e si formano le volontà dei soggetti contraenti.

  1. Le funzioni dell’immagine nel contratto.

Propongo nel presente elaborato l’individuazione di cinque funzioni[1] ascrivibili all’immagine nell’ambito di un contratto:

  • funzione deflattivo-preventiva del contenzioso, nell’ambito di un approccio proattivo del diritto;
  • funzione semplificativa del linguaggio; l’immagine elimina o diminuisce la vaghezza e l’equivocità della disposizione normativa formulata linguisticamente.
  • funzione integrativa della volontà contrattuale;
  • funzione promissiva del bene: l’immagine nel contratto assolve la funzione di identificare il bene che forma oggetto, per esempio, del contratto di compravendita; il bene viene individuato nelle caratteristiche sue proprie sotto il profilo qualitativo (forme, colori, dimensioni) e sotto il profilo quantitativo;
  • funzione informativa.

Peraltro, l’immagine può rilevare secondo due direttrici:

  • all’interno dell’attività di documentazione del contratto (si pensi agli allegati ad un contratto come, per esempio, le planimetrie). In questo primo senso, l’immagine rileva con riferimento alla ‘completezza’ del contratto;
  • nell’attività di contrattazione: l’immagine, in questo secondo senso, rileva in quanto contribuisce ad individuare l’oggetto del contratto e costituisce elemento perfezionativo della fattispecie contrattuale. L’oggetto del contratto non si identificherà con il bene (che può anche non essere ancora venuto ad esistenza) ma con il c.d. ‘risultato programmato’.
  1. Il limite del ‘logocentrismo’.

Al fine di poter indagare quale rapporto intercorra tra il disegno ed il diritto e, nello specifico, inquadrare la funzione o le funzioni che un disegno possa svolgere in un documento giuridico nel cui ampio genus si inquadra la species ‘contratto’, si ritiene opportuno procedere gradatamente.

È bene domandarsi, in primo luogo, che atteggiamento abbia assunto il diritto nei confronti delle immagini.

Il rapporto tra il diritto ed il disegno non può certo definirsi pacifico. Nel diritto, storicamente, non vi sono immagini che impongano determinati comportamenti o ‘descrivano’ il contenuto di norme.

Si è osservato come nei documenti contrattuali siano pressoché assenti immagini o, in generale, elementi visivi. L’utilizzo di tali elementi è ostacolato innanzitutto da un’impostazione culturale che pone al centro il ruolo della parola e delle espressioni formulate linguisticamente. Il diritto si avvale, di regola, di testi formulati linguisticamente. È agevole, infatti, affermare che il diritto sia governato dal c.d. logocentrismo.

Nel mondo del diritto, ad oggi, l’immagine si colloca sul piano dell’eccezione alla regola. La regola è, infatti, rappresentata dal testo formulato linguisticamente (o, per meglio dire, dotato di una formulazione verbale). Si pensi al testo contenuto in una disposizione codicistica ovvero ad una sentenza emessa da un qualsivoglia giudice.

Il sistema dei segnali stradali rappresenta un significativo esempio di come il diritto, sebbene in via d’eccezione, si avvalga di immagini, icone e, più in generale di segni.

Ebbene, superare o quanto meno fronteggiare il paradigma del c.d. logocentrismo non è certo un’impresa semplice. Per poterlo superare occorre assumere una mentalità innovativa.

Le risposte a questa sfida stanno incominciando a guadagnare un certo slancio in Canada[2]. La Canadian Bar Association [CBA] ha definito un piano d’azione per assumere un rulo di leardership nel promuovere l’innovazione nella professione legale.

  1. La prospettiva ‘innovativa’ nel diritto.

L’adozione di una mentalità innovativa rappresenta un importante punto di partenza ma residuano alcune domande fondamentali quali:

Dobbiamo, però, interrogarci su come realizzare effettivamente questa innovazione nel mondo del diritto e comprendere quali siano gli ostacoli da rimuovere. In questo modo probabilmente la strada verso il cambiamento potrà essere percorsa più agevolmente.

[1]Mi limito ad elencare le funzioni e nei successivi contributi mi soffermerò sulla specifica ed approfondita analisi delle stesse.

[2] Osgoode Hall, Winkler Institute on Dispute Resolution, online <http://winklerinstitute.ca>; si veda anche: Dean Lorne Sossin, Law School by Design blog (22 September 2015), online: <http://deansblog.osgoode.yorku.ca/2015/09/lawschool-by-design/>.

Si veda: SiG Knowledge Hub, Introduction to Public Sector Innovation, online: <http://sigknowledgehub.com/2012/06/01/introduction-topublic-sector-innovation/>.

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