Home » Le Frontiere dell'Avvocatura » Diritto e Processo Penale » Sul rinvenimento di materiale pedopornografico nella Blockchain di Bitcoin

Dott.ssa Federica Surace

Con l’evoluzione informatica e tecnologica in atto sin dalla fine del millennio scorso si è avuto modo di assistere al mutamento dell’originaria struttura monodirezionale del web, in cui l’utente si mostrava quale mero destinatario passivo di informazioni e documenti ai quali poteva accedere, ma la cui diffusione era subordinata alla volontà dei gestori della rete (in generale, i c.d. webmaster).

A seguito dell’insediamento del c.d. web 4.0, l’utente diviene, nel contesto virtuale, sia un potenziale bersaglio che un eventuale autore di abusi e perpetratore di ingiuste offese; nella suddetta dualità, la sfera degli individui esposti ad un rischio maggiore è da individuarsi nella categoria dei minori, quotidianamente soggetti in prima persona alle potenziali minacce del web.

Meritevole di attenzione è l’emblematico episodio risalente al 20 marzo del 2018, data di pubblicazione – da parte di The Guardian[1]di accuse concernenti il possibile impiego della Blockchain di Bitcoin al fine di archiviare Child Porn (CP, materiale pedopornografico).

Nata come strumento per realizzare un sistema decentralizzato e disintermediato di pagamento, Blockchain è in grado di registrare ogni transazione Bitcoin ma, allo stesso modo, memorizza anche piccoli bit di dati la cui natura esula dall’universo finanziario.

La scoperta, da parte di un gruppo di ricercatori tedeschi provenienti da RWTH Aachen University, ha portato alla luce l’effettivo numero totale dei file rinvenuti, ammontanti a circa 1.600: tra questi, almeno 8 riportavano espliciti contenuti sessuali, mentre 274 era il numero dei link connessi ad immagini di abusi su minori, 142 dei quali riportanti a servizi del dark web.

La ricerca portata avanti dagli studiosi ha dimostrato come una tecnologia legale possa non essere più ritenuta tale laddove si mostri in possesso di contenuti illegali. Circostanza, quest’ultima, che chiaramente mette a repentaglio tanto gli utenti quanto i mercati plurimilionari che alimentano criptovalute come Bitcoin.

Solitamente, per lo scambio di dati di dimensioni ridotte – precisamente 80 byte di dati – viene utilizzato OP_RETURN[2], un comando grazie al quale il dato in questione, concatenandosi indissolubilmente agli altri, non sarà più suscettibile di alcuna modifica[3]. In quegli 80 byte si può inserire qualunque tipologia di dato, mediante l’utilizzo del formato binario; di conseguenza, è possibile anche l’inserimento di immagini all’interno del sistema Blockchain. Immagini che, una volta pubblicate, potrebbero permanervi vita natural durante.

Non bisogna dimenticare, però, come quanto inserito non sia – in realtà – visibile in chiaro, dal momento che la memorizzazione concerne i dati criptati connessi ai file, eventualmente discernibili solo laddove si riuscisse a ricostruirli[4].

Se, da un lato, i processi crittografici riescono a garantire sicurezza ed evitare la divulgazione, dall’altro permane però ugualmente il problema dell’eventuale detenzione illegale dei contenuti in esame. In particolare, se il materiale pedopornografico venisse codificato in modo permanente nella Blockchain di Bitcoin, ne conseguirebbe logicamente una responsabilità penale per detenzione di CP da parte di chiunque abbia effettuato il download della blockchain incriminata.

A distanza di poco tempo, Kai Sedgwick, commentatore di Bitcoin.com, afferma come la notizia circolata nei giorni immediatamente precedenti il suo intervento fosse in realtà totalmente falsa. O meglio, falsa in quel preciso momento storico, dal momento che sembrava essere ripresa da un vecchio accadimento, risalente a circa cinque anni e mezzo prima.

V’è da evidenziare, poi, che le informazioni memorizzate sono passibili di cancellazione, dal momento che i nodi Bitcoin sono in grado di eliminare gli UTXO (Unspent Transaction Outputs, testualmente “le uscite di transazioni non spese”)[5] provably unspendable (“dimostrabilmente non spendibili”) per motivi di efficienza. Gli output vengono registrati sulla Blockchain, consumando spazio e certamente contribuendo all’aumento delle dimensioni della stessa, ma – di contro – non vengono memorizzati nel set UTXO: di conseguenza non riempiono il pool di memoria e non sovraccaricano la RAM del full nodes[6].

Qualora un soggetto volesse ricercare CP nella Blockchain di Bitcoin, dovrebbe seguire una serie di (alquanto contorti) passaggi: pertanto, affermare che la Blockchain di Bitcoin contenga CP è assai rischioso, soprattutto se non si è in grado di fornire dettagli specifici in merito all’effettiva esistenza dei contenuti, così come in merito alla concreta visualizzazione ed estrazione degli stessi.

«Una stringa di testo che è un collegamento URL ad un [sito web che mostra una cosa] non è [la cosa stessa]», sentenzia Nic Carter, noto commentatore Bitcoin[7].

Nonostante ciò, però, il 16 ottobre 2019, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti d’America ha rilasciato un documento[8] riepilogante l’attività investigativa svolta. Attività, quest’ultima, che, nel mese di Agosto del 2018, ha portato all’incriminazione – da parte della Gran Giuria Federale nel Distretto di Columbia – di Jong Woo Son, ventitreenne Sud Coreano, in ordine ai delitti di riciclaggio e di quelli da lui posti in essere mediante l’operazione “Welcome to Video”, definita il più grande mercato – in termini di ampiezza di contenuti – di sfruttamento sessuale di minori. Il fulcro risiede nella circostanza per la quale l’intero progetto sia stato finanziato da Bitcoin, dal momento che si registra siano stati spesi bitcoin pari al valore di milioni di dollari per avere accesso ai contenuti illeciti.

Dalla chiusura di Welcome to Video nel Marzo 2018, le autorità hanno arrestato circa 337 utenti in tutto il mondo, inclusi agenti delle Forze dell’Ordine. Al suo interno sono stati riscontrati più di 250.000 video, il 45% dei quali contenenti nuove immagini in precedenza sconosciute. Il meccanismo muoveva dalla ricezione da parte di ciascun utente di un indirizzo bitcoin univoco in grado di creare un account sul sito in esame, tale da consentire loro il libero accesso e la possibilità di scaricare video. Era, inoltre, previsto un bonus qualora si provvedesse non solo a scaricare materiale bensì anche a caricarne, nonché ad invitare nuovi futuri utenti[9].

La vastità della rete creata dall’imputato è stata avvalorata anche dalle ulteriori accurate analisi effettuate sul server, il quale ha dimostrato l’esistenza di più di un milione di indirizzi bitcoin: elemento che fa desumere la capienza di almeno un milione di utenti[10].

Le Forze dell’Ordine sono state in grado di tracciare i pagamenti di bitcoin sul sito incriminato seguendo il flusso dei fondi sulla Blockchain. In un secondo momento, invece, Chainanalysis ha affermato che l’analisi delle transazioni blockchain è stata resa possibile grazie al software “Chainanalysis Reactor”, in grado di mostrare il flusso di fondi in entrata ed in uscita dall’indirizzo Welcome to Video (Fig. 1)[11].

«La capacità della nostra agenzia di analizzare la blockchain e de-anonimizzare le transazioni Bitcoin ha permesso l’identificazione di centinaia di predatori in tutto il mondo», ha affermato Don Fort, capo della Divisione. «La portata di questo delitto è tanto strabiliante quanto disgustosa»[12].

Fig. 1– Grafico delle attività di transazione da parte del Chainanalysis Reactor[13].

BIBLIOGRAFIA

Note

[1] S. Gibbs, Child abuse imagery found within bitcoin’s blockchain, 2018, TheGuardian, https://www.theguardian.com/technology/2018/mar/20/child-abuse-imagery-bitcoin-blockchain-illegal-content?mc_cid=63320688f4&mc_eid=2554d65d5b

[2] OP_RETURN è il metodo più efficiente per la memorizzazione di dati di piccole quantità. Per medie quantità (tra 80 e 800 byte) l’opzione più economica è P2FMS, mentre per grandi quantità di dati – oltre 800 byte – il metodo migliore è Data Drop. Per approfondimenti in materia, si veda A. Sward-Vecna-F. Stonedahl, Inserimento di dati nella Blockchain di Bitcoin, in Carta di Lavoro del luglio 2017, pp. 6-11.

[3] Questa pratica utilizza la Blockchain as a Service e viene definita notarizzazione: cfr. G. Sabbatini, L’importanza del dato sulla blockchain, 18.05.2018, https://www.fintastico.com/it/blog/importanza-dato-sulla-blockchain/

[4] Cfr. M. Cavicchioli, Ci sono foto pedopornografiche sulla Blockchain che la renderebbero illegale?, 23.03.2018, su https://www.ilbitcoin.news/ci-sono-foto-pedopornografiche-sulla-blockchain-che-la-renderebbero-illegale/

[5] Più in particolare, gli UTXO sono frammenti di moneta conservati all’interno della Blockchain senza che siano spesi. In virtù della capacità decentralizzante della Blockchain, l’intera rete di nodi registra tutti gli UTXO anche non spesi: cfr. UTXO – Transazioni in Blockchain, 8 marzo 2018, https://www.malatiperlecrypto.com/2018/03/08/utxo-transazioni-in-blockchain/

[6] A. M. Antonopoulos, Mastering Bitcoin, O’Reilly Media, Beijing 2017, p. 24.

[7] Cit. K. Sedgwick, No, there isn’t Child Porn on the Bitcoin Blockchain, 21.03.2018,  https://news.bitcoin.com/no-isnt-child-porn-bitcoin-blockchain/

[8] Department of Justice, South Korean National and Hundreds of Others Charged Worldwide in the Takedown of the largest Darknet Child Pornography Website, which was funded by Bitcoin, Mercoledì 16 Ottobre 2019, su https://www.justice.gov/opa/pr/south-korean-national-and-hundreds-others-charged-worldwide-takedown-largest-darknet-child

[9] D. Voreacos, U.S., South Korea Bust Giant Child Porn Site by Following a Bitcoin, 16 ottobre 2019, su https://www-bloomberg-com.cdn.ampproject.org/c/s/www.bloomberg.com/amp/news/articles/2019-10-16/giant-child-porn-site-is-busted-as-u-s-follows-bitcoin-trail

[10] Cfr. D. Pan, A U.S. federal grand jury indicted a South Korean citizen for operating the largest child porn site by volume, where visitors spent millions of dollars worth of bitcoin to pay for the illegal content, 16 ottobre 2019, su https://www-coindesk-com.cdn.ampproject.org/c/s/www.coindesk.com/us-law-enforcement-traces-bitcoin-transactions-to-nab-largest-child-porn-site?amp=1

[11] Cfr. D. Pan, A U.S. federal grand jury indicted a South Korean citizen for operating the largest child porn site by volume, where visitors spent millions of dollars worth of bitcoin to pay for the illegal content, 16 ottobre 2019, su https://www-coindesk-com.cdn.ampproject.org/c/s/www.coindesk.com/us-law-enforcement-traces-bitcoin-transactions-to-nab-largest-child-porn-site?amp=1

[12] Cit. D. Voreacos, U.S., South Korea Bust Giant Child Porn Site by Following a Bitcoin, 16 ottobre 2019, su https://www-bloomberg-com.cdn.ampproject.org/c/s/www.bloomberg.com/amp/news/articles/2019-10-16/giant-child-porn-site-is-busted-as-u-s-follows-bitcoin-trail

[13] Tratta da D. Pan, A U.S. federal grand jury indicted a South Korean citizen for operating the largest child porn site by volume, where visitors spent millions of dollars worth of bitcoin to pay for the illegal content, 16 ottobre 2019, su https://www-coindesk-com.cdn.ampproject.org/c/s/www.coindesk.com/us-law-enforcement-traces-bitcoin-transactions-to-nab-largest-child-porn-site?amp=1

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