Home » News & Rubriche » Animali » L’uomo: tra tutti gli animali il più crudele

Camicie scure indosso e tra le braccia i resti di un animale morto: così si è presentata a Puerta del Sol (Madrid) una disciplinata folla di manifestanti della Ong “Uguaglianza per gli animali”.

Centinaia di carcasse di cani, gatti, uccellini, scoiattoli, pesci e maialini sono state esibite in piazza per manifestare contro le cattive condizioni di vita e i maltrattamenti che le bestiole ricevono ogni giorno negli allevamenti e nei laboratori.

Per celebrare i diritti degli animali, l’organizzazione ha scelto simbolicamente il 10 dicembre, giornata internazionale dei diritti dell’uomo. La protesta vuole così, in modo speculare, ricordare anche i diritti degli animali. Lo stesso principio di uguaglianza – affermano gli animalisti – che ci porta a rispettare tutti gli esseri umani va esteso anche agli animali.

Che gli animalisti, però, stiano tranquillamenti: per realizzare la manifestazione non sono stati “maltrattati” animali. Le carcasse sono state infatti recuperate “tra i rifiuti degli allevamenti e delle fattore, dove erano state gettate”, proprio per sottolineare la brutalità dei trattamenti.

In Italia, le associazioni di tutela degli animali si battono ancora oggi contro il massiccio impiego delle pellicce per abiti di moda. L’ultima provocatoria campagna l’ha lanciata, lo scorso gennaio, Vladimir Luxuria: “Il pelo non fa donna”, recitava lo spot.

I dati che, nonostante tutto, ancora ruotano attorno agli allevamenti da pelliccia sono strabilianti e danno l’idea di come il nostro Paese non abbia raggiunto una maturità animalista: quaranta milioni di visoni e volpi vengono allevati al freddo, in piccole gabbie, per essere uccisi a sette mesi di vita. Le linci, volpi, orsi, lupi, cani, gatti, cervi e uccelli le cui pelli sono asservite alla moda sono invece ben sessanta milioni: più della popolazione della stessa Italia (poco più di una pelliccia ad italiano!).

Un altro choccante manifesto veniva esposto sulle strade italiane negli anni ’90. Una piccola volpe si guardava terrorizzata attorno. Capeggiava una scritta: “Questo cucciolo ha perso la mamma. È forse nella tua pelliccia?”.

 

La foto è tratta da Ansa.it

Fonte laleggepertutti  http://www.laleggepertutti.it/19704_madrid-protesta-choc-le-foto

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