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Applicazione in Italia del Trattato di Lanzarote: tra giusto processo e tutela della vittima

In data 16 aprile 2013 si è svolto a Roma presso l’Aula Avvocati della Corte di Cassazione un interessante convegno sull’applicazione in Italia del Trattato di Lanzarote: tra giusto processo e tutela della vittima.

Illustri relatori hanno dibattuto con un approccio interdisciplinare e costruttivo di tematiche legate alla testimonianza “protetta” dei minori, ai reati in danno ai minori, alle criticità tuttora evidenti sia in ambito giuridico che scientifico su prove testimoniali, fattispecie incriminatrici, modificate, vecchie e nuove, sull’ambito di discrezionalità dei giudici che si occupano di abusi sui minori, sul ruolo dell’esperto/ausiliario del giudice, sui protocolli e standards ad oggi non in vigore ma auspicabili e alle best practices nei tribunali, in particolare presso la Procure di Roma.

NFD si riserva di approfondire queste tematiche nei numeri di maggio (errore nel diritto) e di giugno (le prove) e di contattare i relatori per ottenre delle loro testimonianze e/o contributi.

http://www.ordineavvocati.roma.it/NotizieOrdine/Eventi/SchedaEvento.asp?ID=1209

Il convegno si è chiuso con la lettura di una filastrocca profonda e suggestiva della Do.ssa Bonucchi della Polizia Postale di Roma, che si occupa di reati via Internet a sfondi sessuale verso i minori, che ripropongo qui perchè sia spunto di riflessione e costruzione di una nuova sensibilità e consapevolezza per i giuristi ma ancor prima per gli uomini e donne che essi sono.

Sul Prof. Giovanni Camerini

http://associazioneitaca.rimini.it/scheda-socio.php?id=30

Sul Gen. Garofano

http://acisf.org/accademia/soci_fondatori_2.aspx

 

Ho nascosto quella cosa in fondo a me
perché se non la vedo lei non
c’è.
Non ne parlo per non essere più triste
perché se non la dico non
esiste.
Ma laggiù in fondo a me nel buio denso
anche se non la vedo io ci
penso
e lei beve quel buio come inchiostro
e cresce sempre più, diventa un
mostro.
Ma io so cosa ai mostri fa paura:
il sole che taglia in due la
notte scura.
Apro la mia finestra a questo sole
ed apro la mia bocca alle
parole.
Ne parlo con la mamma, con l’amico…
tu mi spaventi Mostro ed io…
ti dico!
E tu ti scogli in un po’ di porcheria.
Mi dai un ultimo morso e
fuggi via.
Mi rimane una bella cicatrice dove
è scritto “Mostro morde,
uomo dice!”
(da “Il segreto di Fata Lina”)

Federica Federici

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