Home » News & Rubriche » Animali » Le case chiuse con gli animali ed il caso Uefa EURO 2012

  3) La vergogna delle “case chiuse” per il sesso con gli animali

ed il caso UEFA EURO 2012, Polonia-Ucraina, legato allo sterminio dei randagi.

di Samantha Mendicino [1]

Se chi legge pensa di aver visto e sentito tutto, ormai, nella propria vita tanto da non riuscire a meravigliarsi più di nulla, soprattutto in quanto operatore del diritto che opera quotidianamente sul campo di battaglia: vi avviso, attenzione! Perchè potreste rimanere quantomeno ‘storditi’ da quanto state per leggere.

E’ fatto conosciuto che per certi film hard, cd. animalsex, accanto agli usuali attori si possano trovare anche gli animali. Se, poi, oltre al suo “utilizzo”, immagnabile, il film termina con l’uccisione del malcapitato animale si ha il cd. snuff movie (purtroppo, pare utilizzato anche nei confronti degli esseri umani).

Ma, ciò che conta per questa breve analisi, non è tanto (rectius, non è solo) la abiezione o la mostruosità di cui la natura umana possa essere artefice, quanto il riportare alla ribalta un problema che, almeno fino a qualche tempo fa, nessuno poteva immaginare. E si intende far riferimento alle ‘speciali’ case chiuse in cui gli utenti pagano per fare sesso con gli animali[2]. Ora, occorre necessariamente lasciar da parte qualunque tipo di commento perchè è inevitabile che l’argomento tiri verso il basso anche le persone più garbate, educate e rispettose.

Ma partiamo dall’inizio: in Danimarca la legge già da tempo permette l’utilizzo di animali nelle case chiuse. Si paga per stuprare un cane, un gatto ma anche cavalli, pecore, galline e, persino, maiali. Si parla di un mercato del sesso talmente privo di senno e di morale -eppure tanto seguito- da coinvolgere anche i minori in giochi pervesi con gli animali (e ne esistono purtroppo prove-video[3]). La legge ha maniche larghe anche in Svezia e pare anche nella ricca Svizzera. In Asia, invece, esistono case chiuse per far sesso con le scimmie: gli animali vengono tolettati, profumati e “venduti” per piacere.

In Turchia, ad abundantiam, lo scorso marzo è scoppiato uno scandalo nella cittadina di Sincan, a pochi Km da Ankara: una cagnetta randagia è stata recuperata priva di vita -proprio dietro il Municipio della città- dopo essere stata stuprata da un uomo. E, purtroppo, pare che in loco ci siano stati altri numerosi precedenti di tal tipo, anche se non così esclatati per luogo -centro delle città- e per tempo -di giorno-.

L’ultima aberrante notizia (ed è aberrante non per chi scrive, ma per il comune senso della morale e del buon costume) risale invece a qualche settimana fa: in un suo articolo, il magazine tedesco “The local” denuncia la spaventosa espansione delle case chiuse nelle quali poter far sesso con animali anche in Germania. Pare, difatti, che in Germania sia punibile la distribuzione di materiale pornografico che ha come protagonisti degli animali ma non l’atto in sè.

Il problema, a volerci ragionar sù anche solo per pochi minuti, è terribile: qui non parliamo solo di etica o morale, qui parliamo di pericolo per la salute pubblica.

Difatti, rapporti di tal genere che avvengono (sia chiaro) contro la volontà[4] dei poveri animali possono essere praticati solo senza precauzioni.

E se è vero, come lo è, che il fenomeno della zoorastia sta dilagando in ogni dove è al pari vero che molte persone potrebbero essere contagiate (come è capitato) da malattie trasmesse sessualmente dai rapporti con gli animali.

Dunque, il fenomeno risulta di immani proporzioni, per quantità, oltre a rappresentare (l’ulteriore) sintomo di una preoccupante precipitazione della civiltà umana, per i problemi di ordine etico-morale ma anche giuridico e sanitario che involge. E purtroppo anche l’Italia non è esente dal problema: risultano numerosissimi (e particolarmente visitati) i siti che riproducono video in cui sono riprese queste forme di perversioni. Per non parlare dei video e dei cd facilmente reperibili, sia in modalità free sia dietro pagamento.

L’Aidaa, Associazione Italiana in difesa di Animali e Ambiente, ha addirittura presentato un numero arancione per denunciare (anche in forma anonima) gli abusi sessuali degli uomini sugli animali: si può telefonare tutti giorni dalle 10.00 alle 12.00 al numero telefonico 392-6552051 oppure inviare una segnalazione via e-mail a: segnalazionereati@libero.it

Sia chiaro che questi servizi telefonici e/o on line hanno un grande pregio: laddove le persone abbiano paura di esporsi, utilizzando tale forma di “veicolazione” delle informazioni anche i più titubandi possono aiutare le associazioni a far scoprire gli scheletri negli armadi, sebbene ben nascosti. Però, non si deve dimenticare che le denunce si effettuano presso le autorità competenti e che l’utilizzo di numeri e/o di altre forme di servizi di segnalazione di reati e/o condotte illecite dipendono sempre dall’azione della associazione che può muoversi così come può lasciar cadere nel nulla la notizia.

Altra notizia-scandalo attualissima è rappresentata dallo sterminio degli animali randagi che è stato effettuato (e sta continuando tutt’ora a mietere vittime) in Ucraina e Polonia. La ratio di una simile scelta? La volontà di rendere presentabili luoghi che ospitaranno gli Europei di calcio UEFA 2012.

Ne sarebbero stati uccisi 10.000 e a Lysychansk[5], località nel sud dell’Ucraina, utilizzando anche i cd. ‘forni crematori mobili’, onde evitare l’uso più difficile delle fosse comuni. E sorge una domanda: può la discrezionalità di un legislatore arrivare a decidere la morte per migliaia di vite non per un effettivo problema di profilassi o sanitario o di ordine pubblico ma… per rendere “più pulita[6]” l’immagine del proprio Paese in occasione di un avvenimento, per quanto speciale?

Ciò che più spaventa, in vicende dal sapore così manifestamente umiliante, è che diviene indubitabile che gli interessi economici valgono molto più di qualunque altro interesse e/o diritto. Gli Europei di calcio 2012 si terranno ugualmente in Ucraina ed inizieranno secondo il calendario a giugno 2012 e, salvo sporadiche contestazioni da parte di singoli calciatori, nessun movimento nè ufficiali dichiarazioni di condanna sono state sollevate dagli altri Paese ‘civilizzati’ nè dall’Unione Europea nè dalla UEFA. Esiste una corresponsabilità grande come… uno sterminio.  Ora tutti gli “addetti ai lavori” stanno solo aspettando di vedere se la protesta internazionale “boicotta gli europei 2012” troverà proselitismo etico: come sarà lo share delle partite Uefa 2012? Il calo di ascolti, se sarà per come sperano le associazioni animaliste, farà comprendere a tutti che la società sta cambiando e che il cittadino non è quell’uomo insulso a cui basta propinare alcool, sesso e sport perchè abdichi alla propria coscienza ed ai propri princìpi.

Sabato 5 Maggio c’è stato l’appuntamento a Roma tra tutte le principali associazioni animaliste italiane (tra le tante: OIPA, ENPA, LAV, LEAL, ARCA, LEIDAA ecc.) al fine di manifestare con fermezza l’opposizione a questo stato di cose barbaro al grido di “Il governo ed il calcio fermino il massacro[7]

 


[1] Per tutti coloro che dovessero avere dei quesiti in tema, si ricorda che l’e-mail della redazione a cui inviare qualunque richiesta e/o domanda e/o comunicazione e/o commento è: redazione@nuovefrontierediritto.it

[2] Tecnicamente, si parla di zoorastia.

[3] Sull’editoriale on line www.puntotre.com è stato pubblicato nel 2011 un articolo in merito a tale argomento, “La zoorastia. Fenomeno aberrante ma poco conosciuto e per questo ancora più pericoloso“, con tanto di precise ricerche statitiche. http://www.articolotre.com/2011/09/la-zoorastia-fenomeno-aberrante-ma-poco-conosciuto-e-per-questo-ancora-piu-pericoloso/35589

[4] Di sconvolgente attualità la vicenda di un russo 44enne che, preso dall’ebbrezza alcoolica, ha tentato di abusare di un procione. Qui, diciamo che la storia termina con un lieto fine per l’animale, che riuscì a scappare, dopo aver combattuto per liberarsi, ma con un the end un pò meno felice per lo stupratore. L’animale, infatti, nel tentativo disperato di mordere tutto ciò che gli capitava a tiro, pur di uscire dalla morsa della presa dell’uomo, colpì fortemente una parte debole dell’uomo: il russo è rimasto evirato.  Sul quotidiano on line www.blitzquotidiano.it

[5] sulla rivista  sporlive.it che si occupa, appunto, di sport. Articolo del 14.02.2012, con allegati i video shock che documentano le violenze sui randagi

[6] Nell’intervista ad Andrea Cisternino, fotografo e delegato OIPA, Organizzazione Internazionale Protezione Animali si legge: “La UEFA ha le sue colpe in tutto questo perché ha messo pressione al governo ucraino e il governo ucraino poi ha dovuto cercare di risolvere il problema in qualunque maniera. Purtroppo il problema viene risolto in delle maniere sbagliate. Il Ministro dell’Ambiente ucraino ha dichiarato che sarebbero cessate le uccisioni per mezzo anno. Sei mesi, cos’è? Sei mesi vanno a scadere con Euro 2012. Quindi cosa vuoi dire? Fermiamo fino a Euro 2012 e dopo finiamo l’opera... Seconda cosa, se tu come rappresentante del governo mi dici, dichiari (queste sono tutte cose dichiarate e scritte) “fermeremo le uccisioni”, “faremo la moratoria”, vuol dire che tu automaticamente confermi che stavi ammazzando degli animali.L’intera intervista è su ecoo.it, sito dedicato all’ecologia ed all’ambiente (energie rinnovabili, ecoincentivi, riciclaggio, alimentazione e innovazione tecnologica a impatto zero) e, precisamente, su http://www.ecoo.it/articolo/europei-di-calcio-e-strage-di-cani-randagi-in-ucraina-intervista-ad-andrea-cisternino/19933/