Home » News & Rubriche » Criminologia » L’influenza di maghi, imbonitori e stregoni nell’era del web

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di

 Rosalia Manuela Longobardi

 

È antica la prassi di rivolgersi a maghi, fattucchieri e stregoni per motivi più svariati che vanno dall’infuso d’amore al miracoloso unguento guaritore; Alla base di tale bisogno ci sono molteplici fattori  sociali economici e culturali.

Spesso tale prassi coinvolge persone che rappresentano i settori più svariati della società e ciò conduce a dire che il fenomeno del ricorso alla corte dei maghi non è legato al livello di cultura o alla conoscenza vi è, infatti, un bisogno per dire atavico di rivolgersi a qualche “dio” al fine di ottenere quello che più desideriamo nella o dalla nostra vita.

Neanche la società moderna è immune dal bisogno di ricercare le “chiavi” della felicità e lo fa ricorrendo a indubbie e fantasiose pratiche magiche, In Italia il fenomeno, senza considerare il numero cosiddetto oscuro, raggiunge cifre esorbitanti. Si parla di una cifra di circa 10 milioni di persone.

In Italia il fenomeno di maghi e imbonitori aveva segnato un boom sulla fine degli anni novanta con la nota vicenda di maghi e imbonitori televisivi che effettuavano truffe ed estorsioni varie a discapito di ignare vittime spesso indebolite da situazioni economiche o di salute che inevitabilmente cercavano in pozioni e affini la soluzioni di problemi.

Nell’ultimo periodo, con l’acuirsi della crisi finanziaria, il fenomeno sembra aver segnato un picco: ciò è dovuto soprattutto all’ideazione di veri e propri kit magici contenti i più bizzarri oggetti e che promettono fantomatiche vincite al gioco, in un periodo dove la gente è esasperata ricorre a tutto.

Le ragioni psicologiche che spingono individui come già accennato appartenenti a categorie più diverse sono però accomunate dal bisogno di appagare il desideri.

In un suo scritto Sigmund Freud elaborò una convincente descrizione del meccanismo psicologico della magia; In particolare il famoso psicanalista sottolineo come sia nei primitivi che nei nevrotici la magia nasce dalla sopravalutazione di un bisogno dall’esasperazione di un desiderio.

Su tale base lo studioso mostrò come gli individui ricorrono al mondo della magia chiedendo le cose più svariate e ciò rappresenta un’oggettivazione dell’infermità o quantomeno del disagio psichico o semplicemente un’espressione di un’infanzia non vissuta bene.

Freud notò come il magico lungi da essere una distorsione primitiva e /o patologica e anche condizione fisiologica del ragionamento infantile.

Sullo stesso filone di pensiero è Claude levi Strauss, di cui riportiamo un importante passaggio soprattutto in riferimento al ricorso della magia e filtri per curare i mali[1];

Un altro interessante contributo è quello di ». (BANDLER e GRINDER, La struttura della magia (1975),”dove si legge: “nell’epoca moderna il manto del mago-stregone (imbonitore) è per lo più sulle spalle di quei dinamici professionisti della psicoterapia la cui perizia è di gran lunga superiore a quella degli altri terapeuti … sembra che costoro pratichino la psicologia clinica con la facilità e il prodigio di un mago terapeuta. Penetrano nella sofferenza, nel dolore e nell’inerzia degli altri e ne trasformando la disperazione in gioia, vita e rinnovata speranza”.

Il fenomeno si è sviluppato in forma organizzata: è nota la nascita di sette e nuovi movimenti religiosi; l’attività imbonitrice spesso è attuata da soggetti organizzati. La diffusione del fenomeno inoltre è avvantaggiata dalla rete web che sfrutta e dai nuovi canali mediatici che sicuramente hanno avuto un ruolo decisivo per la capacità di raggiungere i più svariati luoghi del mondo, appiattendo le distanze fisiche. Ne è esempio la adescamento di nuovi adepti tramite i social network.

Un sito web che negli anni ha avuto un rilevante aumento del numero di iscritti è “I bambini di Satana” e ciò è causato da vari fattori, ne segnalo alcuni, quali la sterilita della fede, la voglia di essere “diversi”e la promessa del sapere illimitato.

Sotto il profilo giuridico, infine,è utile dire che l’attività di stregoni, maghi e simili non integra reato, tuttavia se si analizza ciò che in realtà accade sotto la copertura di tali pratiche ci si imbatte davanti a fenomeno di immense dimensioni e dove spesso si consumano reati, prevalentemente di natura patrimoniale.

I reati perpetuati sono la truffa, l’estorsione e secondo un’analisi di telefono antiplagio negli ultimi tempi anche l’usura e il riciclaggio di denaro proveniente da attività illecite (della n’draghetta);

Dal giornale telematico“Il punto”si legge che specie nella realtà settentrionale dilaga l’usura.

Interessante è l’analisi effettuata poco tempo fa nel citato giornale telematico dove Franco Trocchi, esperto del fenomeno, in prima linea presso lo sportello del XIX Municipio di Roma spiega: “Per pagare maghi e cartomanti, i clienti si rivolgono agli usurai –Nella capitale sono gli stessi maghi che spingono la gente verso agli usurai e spesso il mago è anche usuraio». Fenomeno che nel Mezzogiorno si caratterizza anche con maghi soci o in buoni rapporti con banche locali e finanziarie presta denari. E, mentre Bankitalia studia e osserva, l’uomo di strada rimane lentamente stritolato”.[2]



[1] In “Antropologia strutturale” Strauss individua nel rapporto mago/malato un espressione del gruppo, in maniera fittizia si immagina che il malato è passività e alienazione da se mentre il mago è attività, straripamento..la cura(rappresentata dai vari rimedi “magici” è la relazione tra questi due soggetti

[2] Dall’articolo del giornale telematico “Il punto” di Ruggero Capone del 28/02/2012